venerdì 25 maggio 2018

Il muto viaggio a Venezia

"Ah, Venezia! Magnifica città! Una città che affascina irresistibilmente le persone colte, tanto per la sua storia che per le sue attrattive attuali!"




"Così la rivedeva quella stupefacente banchina quell'abbagliante composizione di fantastici edifici che la Serenissima Repubblica presentava agli sguardi irriverenti dei navigatori che si avvicinavano: l'aerea magnificenza del Palazzo Ducale e il Ponte dei Sospiri, le colonne sulla riva col Leone e col Santo, il fastoso aggetto del tempio favoloso e il traforo della Porta dell'orologio coi Mori, e contemplando disse che arrivare a Venezia dalla terraferma era come entrare in un palazzo dalla porta di servizio, e che solo la nave, dall'alto del mare, come aveva fatto lui questa volta, bisognava giungere nella città più inverosimile del mondo."

Canal Grande

Ponte di Rialto


Ponte di Rialto


Piazza San Marco




"Chi non deve reprimere un fuggevole brivido, una segreta timidezza e angoscia, quando sale per la prima volta o non più abituato su una gondola veneziana? La singolare imbarcazione, tramandata tale e quale nei tempi delle epopee e così tipicamente nera, come, tra tutti gli oggetti di questo mondo, sono soltanto le bare, fa pensare a silenziose e delittuose avventure nello sciacquio notturno dei canali, e ancora di più alla morte stessa, ai feretri, a tenebrose esequie, all'ultimo muto viaggio."


"Non si udiva nulla, salvo lo sciacquio del remo, lo sciabordare delle piccole onde contro il tagliamare, dritto sull'acqua, nero e armato di un rostro a forma di alabarda, e poi un terzo rumore, un parlare, un sussurrare...il borbottare del gondoliere che parlava da solo, a voce bassa, suoni sconnessi, repressi dal lavoro delle braccia"


Brani tratti da "La morte a Venezia" di Thomas Mann

domenica 15 aprile 2018

La Feria de Abril

La Feria de Abril è una delle feste più importanti in Spagna. Si tiene tutti gli anni ad Aprile, dopo due settimane circa dalla Pasqua, a Siviglia, splendida città dell'Andalusia. Qui, nonostante sia primavera, la temperatura è già alta e gli alberi di arancio in fiore sprigionano tutto il loro inebriante profumo




La Feria nasce nel 1864, quando due imprenditori la organizzarono per la prima volta come iniziativa commerciale.
Il momento iniziale coincide con la accensione della grande porta di ingresso della zona dedicata alla festa, alla mezzanotte del lunedì



Da questo momento in poi la festa durerà per tutta la settimana, principalmente nella zona ad essa destinata


 dove si allestiscono le "Casetas", tendoni che possono essere privati e dove si accede solo per invito


oppure aperte a tutti, e dove il motivo principale è quello di ballare e divertirsi.



Durante il giorno vi è un continuo sfilare di carrozze 







Uomini sono vestiti in abiti tradizionali e passeggiano spesso a dorso di cavalli con le donne o al seguito


oppure a piedi con gli indumenti della festa, che fanno sembrare anche le brutte belle e le belle bellissime, per usare le parole di Sciascia.



Ma è tutta la città che vive questo momento ed ovunque , per le strade o agli angoli delle vie, è possibile incontrare i colori della feria



martedì 13 marzo 2018

Museo Archeologico di Napoli

Il Museo archeologico di Napoli è tra le più antiche istituzioni museali d'europa, realizzato da Carlo III di Borbone, sul trono del Regno di Napoli dal 1734.


Il re promosse, infatti, gli scavi dei siti di Pompei ed Ercolano, trasferendo al contempo l'ampia collezione Farnesiana di statuaria classica, Lui per l'appunto Farnese da parte di madre.
Non a caso la figura trionfante del regnate campeggia in cima alla prima rampa di scale che il visitatore incontra, una volta superato l'ampio ingresso, per accedere ai piani superiori



L'impatto con la collezione è suggestivo. Le opere sono spesso di dimensioni colossali, come il cd Ercole Farnese



Statue che spesso rappresentano episodi o personaggi mitologici con una notevole qualità di fattura



e dove il movimento dei protagonisti sembra quasi congelato come nell'immagine di un'istantanea


Percorrendo le sale si va incontro a veri modelli che hanno ispirato l'arte della cultura italiana dei secoli successivi, come il ritratto del bacco, chiaro riferimento di quello che forgerà successivamente Michelangelo e che oggi si trova al Museo del Bargello di Firenze.


La collezione, che comprende anche opere policrome, è oggetto di studio e riproduzione su carta da parte di numerosi studenti degli istituti di belle arti, spesso seduti alla meglio per terra.



Ma forse l'aspetto più emozionante del percorso riguarda le sezioni che ospitano i reperti rinvenuti nei siti di Pompei ed Ercolano


Suggestiva la statuaria con le commoventi forme in lega metallica che raccontano la grande abilità e l'evoluzione tecnologica dell'epoca per questo genere di produzione


La collezione comprende anche frammenti musivi, alcuni di notevole bellezza, che riproducono esemplari greci di epoche più risalenti



Sicuramente l'aspetto più straordinario è il dialogo continuo tra le opere e gli spazi che le ospitano: sale maestose, spesso impreziosite da volte affrescate, che realizzano una splendida cornice


dove riecheggiano i passi del visitatore, che si trova letteralmente immerso quasi in una dimensione fuori dal tempo


In cui il mito riemerge con grande possenza, fin quasi a realizzare un silenzioso monologo che si riverbera come un eco


Opera nell'opera sono infine le foto del grande fotografo napoletano Mimmo Jodice, che prolungano il percorso attraverso immagini che superano i confini architettonici del museo e si dilatano nell'immaginario



venerdì 23 febbraio 2018

Il Viaggio della Memoria

Quello che segue è il breve racconto di un viaggio sulle tracce dell'olocausto, interamente percorso su strada che dall'Italia mi ha portato fino in Polonia, grazie all'Associazione TRENO DELLA MEMORIA di Torino.

Il tragitto sarà alla fine percorso esclusivamente su strada, per dare un'idea del lungo viaggio che i deportati hanno affrontato per anadare incontro alla morte. La prima tappa, dopo oltre 24 ore di cammino ininterrotto, è Praga, città affascinante per il suo aspetto esoterico.


L'aria è mite per il periodo e consente una veloce passeggiata per il centro, così dalla piazza principale della città antica proseguo verso il fiume. Durante il tragitto è stato facile imbattersi nei negozi che preparano un dolce molto tipico e dal nome impronunciabile, TRDLO.


Si tratta di un impasto dolce, cotto alla brace ed aromatizzato con zucchero e cannella.
Poco dopo giungo sul ponte simbolo della città, il Ponte Carlo


Questo collega le due sponde del fiume Moldava e da qui si può ammirare anche il quartiere della "Città Nuova", Malastrana in lingua ceca .


Tappa quasi obbligata è poi il cd "Muro di John Lennon", icona della rivolta giovanile contro il regime comunista nel corso degli anni '80.




L'ultimo passaggio è per il quartiere ebraico, che mi riporta nella città vecchia. Purtroppo all'atmosfera turistica fa da contraltare la recente riconferma del Presidente di estrema destra Zeman, che ha fatto breccia con slogan contro gli immigrati che campeggiano sulle grandi arterie stradali della città.


Il giorno dopo tappa a Terezin, località ad un'ora di strada da Praga e tristemente nota per essere stata scenario di un video di propaganda nazista che millantava il tenore di vita umano dei campi di concentramento.
Terezin presenta due siti, uno è il ghetto


luogo in cui furono deportati e costretti a convivere migliaia di ebrei, in condizioni così precarie da determinarne spesso la morte. Qui si può visitare il museo che ne racconta la triste storia


Il secondo sito, poco distante dal primo, è una fortezza settecentesca, usata poi dai nazisti come campo di concentramento



All'esterno della fortezza sorge un cimitero che raccoglie i resti delle vittime che lì hanno perso la vita.


Proseguiamo. Dove oggi sorge un bellissimo parco un tempo esisteva un piccolo villaggio, Lidice, raso al suolo dai nazisti  per rappresaglia all'uccisione del governatore Heydrich ed i suoi abitanti sterminati o deportati. 



Fra loro c'erano anche 99 bambini



Il mattino successivo si parte per Cracovia, importante città del sud della Polonia, con un elegante centro storico


 L'aspetto è quello di un luogo incantato, con le carrozze bianche che portano a spasso i visitatori tra le strade tenute come un salotto




Cracovia conserva ancora tracce del ghetto ebraico che fu testimone di morti e violenze
Oltre ai frammenti del muro che lo recingeva, è stata realizzata una piazza -  memoriale, con le sedie che ricordano gli spogli degli effetti personali dei poveri malcapitati ed a volte le uccisioni, che qui venivano sommariamente eseguite.



L'alba successiva si parte per Auschwiz.


All'arrivo il cielo è grigio ed il tempo umido, il che rende l'aria ancora più pesante. Su questi luoghi si è detto e scritto tanto e la retorica rischia di fare facilmente breccia. Posso solo scrivere che si cammina sulle ceneri di milioni di morti che impregnano ancora la terra e di cui rimangono solo gli oggetti che ne hanno accompagnato la vita. 


E'  un cimitero a cielo aperto.


Il tempo si fa sempre più plumbeo ed inizia una leggera ma incessante pioggia. La visita continua da Auschwiz a Birkenau, camminando nel fango e nel silenzio.


I boschi di betulle, che circondano la campagna circostante, stridono per quiete e bellezza con l'orrore di cui sono stati silenziosi testimoni


Torno a Cracovia con in vestiti bagnati e l'animo pesante.
Mi riprendo visitando il castello del Wavel, mastodontico e suggestivo complesso architettonico che racchiude anche la cattedrale di Cracovia.



Sono pronto a ripartire, ancora però un ultimo passaggio fra le vie del centro e la bellissima piazza, prima di salutare la città e rimettermi in strada per il ritorno in Italia


Purtroppo il passato sembra non avere insegnato nulla. Anche in Polonia è la politica di estrema destra ad avere largo consenso oggi, segno che gli errori del passato sono sempre presenti