domenica 3 marzo 2019

I castelli di Romeo e Giulietta

A pochi passi dal centro abitato di Montecchio Maggiore, alle porte di Vicenza, dominano le colline che custodiscono la memoria di due grandi personaggi della letteratura mondiale.
Le alture guardano sulla vallata sottostante, dando luogo ad una veduta davvero suggestiva, soprattutto nell'ora del tramonto


Il sentiero che conduce in alto si apre all'interno del paese di Montecchio che, attraverso una ripida salita, porta quasi in un'altra dimensione, più intima e raccolta.


I rumori del traffico e della vita urbana diventano un eco lontana fino ad avvertire solo il suono dei propri passi. E' qui che si conservano le mura di due castelli, conosciuti come quelli di Romeo e Giulietta


Secondo una leggenda, diffusasi a metà ottocento, Luigi Da Porto, autore della Historia novellamente ritrovata, si sarebbe ispirato per scriverla a questi due castelli, localizzati non lontano dalla sua abitazione di Montorso Vicentino.


Pare che proprio da quest'opera, William Shakespeare avrebbe tratto l'ispirazione per il suo famoso testo di Romeo e Giulietta.
I castelli sono circondati da vigne ed ampi spazi verdi, che si tingono di calde tonalità al tramonto 


Luoghi che in autunno si giovano di un clima mite che rende ancora più gradevole la visita


E dove il sole si insinua ovunque, fra i rami e le alture delle colline, creando reggi di luce che danno forma e suggestioni inattese a questo angolo di pace


domenica 25 novembre 2018

La scoperta del mito

La Campania è nota per la costiera amalfitana ed il golfo di Napoli, ma offre anche tesori inattesi a poca distanza dai luoghi più conosciuti, fra questi Paestum


Il nostro itinerario inizia dalle campagne dei monti alburni, distese verdi che si perdono tra le cime dell'appennino campano

Appennino campano

si prosegue tra le strade un pò tortuose passando per Roccadaspide, il cui centro storico conserva alcuni interessanti luoghi da visitare, come la chiesa del paese



e soprattutto il castello che domina l'abitato 


visitabile contattando il padrone di casa, diretto discendente della famiglia dei Filomarino, nobili proprietari della rocca da diversi secoli

 

Il percorso prosegue scendendo verso la costa. Qui una sosta è necessaria presso i tanti caseifici dove si produce la tipica mozzarella di bufala,


























e che spesso sono anche attrezzati con aree ristorazione, dove fermarsi per pranzo in accoglienti spazi

Si arriva, dunque, al parco di Paestum. Il momento migliore per visitare questo sito che vanta secoli di storia, è sicuramente il tardo pomeriggio, quando le ombre si allungano 


e l'aria mite accompagna nella suggestione dei luoghi il visitatore



il parco ha portato alla luce solo una parte dell'intero antico centro abitato che per lo più si trova ancora sotto terra


L'emozione aumenta col calar del sole


quando i templi vengono circondati lentamente da una luce dorata che degrada presto a tenebra


E' il momento in cui la visita non si conclude ma continua sotto il cielo stellato, alla scoperta dell'altro volto che questo posto affascinante offre


A pochi chilometri da Paestum, si trova, fra gli altri, il grazioso centro marinaro di Agropoli


La cui parte antica sorge in cima ad uno scoglio che domina il golfo, attrezzato a porto turistico


Che nella parte più alta ospita l'antica fortezza militare


L'abitato si sviluppa per strade strette 


che si aprono in scorci mozzafiato


sabato 15 settembre 2018

La contraddizione definisce Palermo (L. Sciascia)

Palermo, come tutti i porti di mare, è una città che da sempre è stata esposta alle più disparate contaminazioni culturali e al susseguirsi delle dominazioni che si sono avvicendate nei secoli. E questo è visibile in ogni angolo della città ed in ogni aspetto della vita di questo luogo, dalla lingua alla cucina, alle tradizioni. E' un continuo mescolarsi di gusti, sapori e culture.


La visita inizia dalla piazza che ospita la fontana della vergogna, opera scultorea manieristica, realizzata in Toscana e poi assemblata in Sicilia


E' collocata sulla piazza del palazzo municipale ed è formata da una serie di figure maschili e femminili nude, che le hanno dato l'appellativo appunto di "Vergogna"


Poco lontano da qui si trovano altri importanti punti di riferimento del centro storico, fra cui l'incrocio dei "quattro canti", uno snodo viario che divide in quattro parti la città antica e che fungeva da sfondo scenico per le processioni ufficiali dall'età barocca in poi.


Da qui si può partire alla ricerca delle tracce del percorso arabo normanno, primo fra tutti il duomo


una struttura che ha visto aggiungersi nel corso del tempo una serie di interventi architettonici che lo hanno reso un esempio singolare nel panorama cittadino. Contiene, inoltre, numerose spoglie, fra le quali quelle di Federico II e di Don Pino Puglisi, sacerdote vittima di mafia. 


Molto suggestiva è anche la visita notturna sui tetti della cattedrale, da cui si può ammirare un'insolita vista della città.
Allo stesso percorso appartiene il poco distante palazzo dei Normanni 


che conserva, al suo interno,  la cappella palatina, una grande opera musiva bizantina


Del contesto arabo normanno fanno anche parte la chiesa di San Giovanni degli eremiti


col bellissimo giardino, ricco di piante aromatiche 


e l'incantevole chiostro


e la chiesa di San Cataldo


tutti esempi di conversione di precedenti moschee che, infatti, hanno mantenuto lo schema architettonico originario. Completa il panorama la chiesa della "Martorana", dove si celebrano le funzioni religiose secondo il rito cattolico orientale.


L'intreccio di contaminazioni continua nei vicini mercati rionali, fra i quali quello di Ballarò 


e la "Vucciria", vociare, chiasso, nel dialetto locale


luoghi dove di giorno si può passare tra le botteghe a fare la spesa e che di sera diventano posti dove mangiare a buon mercato


I pasti a buon prezzo però non incidono sulla qualità, il cibo a Palermo è spesso ottimo


Il modo migliore per spostarsi nel centro è a piedi, ma non è difficile incontrare qualche carrozza a cavallo che possa ovviare alla stanchezza delle lunghe distanze e dei numerosi luoghi che meritano una visita


fra questi, sicuramente il museo internazionale delle marionette, dove si conserva una tradizione che in Sicilia si tramanda di padre in figlio e che si ispira alla letteratura cavalleresca


Quello che colpisce di questa città è l'alternarsi contraddittorio di luoghi di grande bellezza ad altri completamente fatiscenti, carattere che evidentemente ne definisce anche il fascino,


anche se alcune zone sono in fase di lento recupero

castagnaru

e dove all'improvviso si aprono scenari importanti come quello del teatro Massimo, ad esempio


Una sosta merita certamente il Duomo di Monreale, che si raggiunge prendendo la strada collinare che parte da Porta Nuova, una delle porte di accesso alla città antica,


Si arriva a questo piccolo centro dopo pochi minuti in auto o con le autolinee urbane, per ammirare soprattutto le magnifiche architetture ed i maestosi mosaici


Il paese domina la valle detta "la conca d'oro", perchè in passato era popolata da una folta vegetazione, soprattutto data da orti ed agrumeti. Nel dopoguerra il cd. "sacco di Palermo", ovvero la speculazione edilizia realizzata da amministrazioni senza scrupoli colluse con la criminalità mafiosa, ha cementificato selvaggiamente la vallata, tanto da non lasciare spazio più nemmeno al ricordo di quello che è stato