domenica 24 giugno 2018

Nel Chianti si vive come se non si avesse altra preoccupazione che la bellezza

“La campagna toscana è stata costruita come un’opera d’arte da un popolo raffinato, quello stesso che ordinava nel ‘400 ai suoi pittori dipinti e affreschi: è questa la caratteristica, il tratto principale calato nel corso dei secoli nel disegno dei campi, nell’architettura delle case toscane. È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza”, scriveva Henri Desplanques

campagna toscana del Chianti


Ed effettivamente il paesaggio di queste terre è stato cesellato dall'uomo nel corso dei secoli fino a farne un'autentica opera d'arte.
Il frutto delle immagini che seguono è il risultato di un percorso non certo esaustivo, realizzato tra le colline del Chinati, che però può dare l'idea della sua dell'incantevole bellezza.
Il tragitto inizia alle porte del Chianti, da Gambassi terme, dove già si annunciano scenari dalle forme ondulate e sinuose tipiche della campagna toscana

Paesaggio toscano

Gambassi è un paese nei pressi di Firenze, noto per le terme appunto situate all'interno del bel parco pubblico



Il tragitto prosegue verso Barberino Val d'Elsa. Si entra nel piccolo ma caratteristico centro dalla Porta Fiorentina



Da qui si raggiunge la chiesa di San Bartolomeo, che offre uno scenario inatteso, la terrazza della chiesa si affaccia sulla campagna circostante, regalando uno spettacolo maestoso e sorprendente

Paesaggio toscano

La tappa successiva è Colle Val d'Elsa, suggestivo borgo arroccato, nella parte più antica, su una collina da cui si domina il paesaggio intorno. Per goderlo appieno si può salire da una delle stradine che, a piedi, portano verso il punto più alto




oppure si può prendere l'ascensore che porta direttamente in cima alla città, per poi perdersi nei vicoli



che si aprono su scenari anche qui inattesi


Da Colle Val d'Elsa si prosegue per Monteriggioni, singolare centro fortificato nel bel mezzo della campagna senese


Il borgo conserva ancora intatte le mura duecentesche. La costruzione dovette risultare imponente fin da subito, tanto che suggerì a Dante nella Commedia una famosa similitudine fra le torri ed i giganti.


All'interno mantiene intatti i caratteri tipici degli altri centri rurali


mentre dalle mura si domina il paesaggio dell'incantevole campagna


Da Monteriggioni a Castellina in Chianti la distanza è breve e la strada per arrivarci toglie il fiato.
Anche qui borgo è quello caratteristico in pietra


Le utlime tappe sono Greve in Chianti e Montefioralle, quest'ultimo è un minuscolo centro arrampicato in cima ad un colle sopra Greve e sospeso nel tempo


Greve è invece un importante centro agricolo circondato dalle colline


e che prende il nome dal corso d'acqua che lo attraversa


Cuore del borgo è Piazza Matteotti, dove si tiene un importante mercato locale e dove si affacciano negozi, alberghi, ristorante e luoghi di degustazione degli ottimi prodotti tipici, momenti da assaporare con calma come l'atmosfera quasi poetica che domina questi luoghi.




venerdì 25 maggio 2018

Il muto viaggio a Venezia

"Ah, Venezia! Magnifica città! Una città che affascina irresistibilmente le persone colte, tanto per la sua storia che per le sue attrattive attuali!"




"Così la rivedeva quella stupefacente banchina quell'abbagliante composizione di fantastici edifici che la Serenissima Repubblica presentava agli sguardi irriverenti dei navigatori che si avvicinavano: l'aerea magnificenza del Palazzo Ducale e il Ponte dei Sospiri, le colonne sulla riva col Leone e col Santo, il fastoso aggetto del tempio favoloso e il traforo della Porta dell'orologio coi Mori, e contemplando disse che arrivare a Venezia dalla terraferma era come entrare in un palazzo dalla porta di servizio, e che solo la nave, dall'alto del mare, come aveva fatto lui questa volta, bisognava giungere nella città più inverosimile del mondo."

Canal Grande

Ponte di Rialto


Ponte di Rialto


Piazza San Marco




"Chi non deve reprimere un fuggevole brivido, una segreta timidezza e angoscia, quando sale per la prima volta o non più abituato su una gondola veneziana? La singolare imbarcazione, tramandata tale e quale nei tempi delle epopee e così tipicamente nera, come, tra tutti gli oggetti di questo mondo, sono soltanto le bare, fa pensare a silenziose e delittuose avventure nello sciacquio notturno dei canali, e ancora di più alla morte stessa, ai feretri, a tenebrose esequie, all'ultimo muto viaggio."


"Non si udiva nulla, salvo lo sciacquio del remo, lo sciabordare delle piccole onde contro il tagliamare, dritto sull'acqua, nero e armato di un rostro a forma di alabarda, e poi un terzo rumore, un parlare, un sussurrare...il borbottare del gondoliere che parlava da solo, a voce bassa, suoni sconnessi, repressi dal lavoro delle braccia"


Brani tratti da "La morte a Venezia" di Thomas Mann

domenica 15 aprile 2018

La Feria de Abril

La Feria de Abril è una delle feste più importanti in Spagna. Si tiene tutti gli anni ad Aprile, dopo due settimane circa dalla Pasqua, a Siviglia, splendida città dell'Andalusia. Qui, nonostante sia primavera, la temperatura è già alta e gli alberi di arancio in fiore sprigionano tutto il loro inebriante profumo




La Feria nasce nel 1864, quando due imprenditori la organizzarono per la prima volta come iniziativa commerciale.
Il momento iniziale coincide con la accensione della grande porta di ingresso della zona dedicata alla festa, alla mezzanotte del lunedì



Da questo momento in poi la festa durerà per tutta la settimana, principalmente nella zona ad essa destinata


 dove si allestiscono le "Casetas", tendoni che possono essere privati e dove si accede solo per invito


oppure aperte a tutti, e dove il motivo principale è quello di ballare e divertirsi.



Durante il giorno vi è un continuo sfilare di carrozze 







Uomini sono vestiti in abiti tradizionali e passeggiano spesso a dorso di cavalli con le donne o al seguito


oppure a piedi con gli indumenti della festa, che fanno sembrare anche le brutte belle e le belle bellissime, per usare le parole di Sciascia.



Ma è tutta la città che vive questo momento ed ovunque , per le strade o agli angoli delle vie, è possibile incontrare i colori della feria



martedì 13 marzo 2018

Museo Archeologico di Napoli

Il Museo archeologico di Napoli è tra le più antiche istituzioni museali d'europa, realizzato da Carlo III di Borbone, sul trono del Regno di Napoli dal 1734.


Il re promosse, infatti, gli scavi dei siti di Pompei ed Ercolano, trasferendo al contempo l'ampia collezione Farnesiana di statuaria classica, Lui per l'appunto Farnese da parte di madre.
Non a caso la figura trionfante del regnate campeggia in cima alla prima rampa di scale che il visitatore incontra, una volta superato l'ampio ingresso, per accedere ai piani superiori



L'impatto con la collezione è suggestivo. Le opere sono spesso di dimensioni colossali, come il cd Ercole Farnese



Statue che spesso rappresentano episodi o personaggi mitologici con una notevole qualità di fattura



e dove il movimento dei protagonisti sembra quasi congelato come nell'immagine di un'istantanea


Percorrendo le sale si va incontro a veri modelli che hanno ispirato l'arte della cultura italiana dei secoli successivi, come il ritratto del bacco, chiaro riferimento di quello che forgerà successivamente Michelangelo e che oggi si trova al Museo del Bargello di Firenze.


La collezione, che comprende anche opere policrome, è oggetto di studio e riproduzione su carta da parte di numerosi studenti degli istituti di belle arti, spesso seduti alla meglio per terra.



Ma forse l'aspetto più emozionante del percorso riguarda le sezioni che ospitano i reperti rinvenuti nei siti di Pompei ed Ercolano


Suggestiva la statuaria con le commoventi forme in lega metallica che raccontano la grande abilità e l'evoluzione tecnologica dell'epoca per questo genere di produzione


La collezione comprende anche frammenti musivi, alcuni di notevole bellezza, che riproducono esemplari greci di epoche più risalenti



Sicuramente l'aspetto più straordinario è il dialogo continuo tra le opere e gli spazi che le ospitano: sale maestose, spesso impreziosite da volte affrescate, che realizzano una splendida cornice


dove riecheggiano i passi del visitatore, che si trova letteralmente immerso quasi in una dimensione fuori dal tempo


In cui il mito riemerge con grande possenza, fin quasi a realizzare un silenzioso monologo che si riverbera come un eco


Opera nell'opera sono infine le foto del grande fotografo napoletano Mimmo Jodice, che prolungano il percorso attraverso immagini che superano i confini architettonici del museo e si dilatano nell'immaginario